Archivio Luciano Ferrari Bravo

“Viva Dalmaviva!”

Presentiamo il volume “Viva Dalmaviva!”, una collaborazione Archivio Luciano Ferrari Bravo e Oblò. Le copie possono essere ordinate qui

Viva Dalmaviva! / di Mario Dalmaviva, con interventi di Sergio Rossi, Antonio Negri, Teresa Dalmaviva, Paolo Virno,  Sergio Bologna, Giairo Daghini e Alberto Magnaghi

 «Grazie a questa raccolta, oggi possiamo rileggere l’opera di Mario Dalmaviva e darle il posto che le compete nel mondo del fumetto.»
Dalla prefazione di Sergio Rossi

Dall’introduzione, di Clara Mogno

Pochi segni di china su un foglio bianco per arrivare dritti al punto – questa la forza delle vignette di Mario Dalmaviva. Un’energia spiazzante, che combina un disegno semplice, ma accurato, a testi che con ironia pungente colgono con precisione istanti e momenti di realtà.

Apriamo così, con Viva Dalmaviva!, la collana OblÒperaio, una collaborazione tra l’Archivio multimediale Luciano Ferrari Bravo e la rivista di fumetti “Oblò”.

Ferrari Bravo e Dalmaviva non si conoscevano prima dell’esperienza del carcere, prima di quella brutta storia che viene ricordata come “il processo 7 aprile”. Lo ricorda anche il primo, durante l’interrogatorio alla Corte d’Assise di Roma nel maggio del 1983: “alcuni [compagni] non li ho mai conosciuti, come Dalmaviva che ho conosciuto in carcere – conoscenza che considero preziosa, ma prima non lo avevo mai visto”. Ed è dal carcere che entrambi hanno continuato a denunciare l’ingiustizia che stavano vivendo, uno con i fumetti e l’altro scrivendo.

Le vignette, alcune delle quali inedite, che il lettore e la lettrice troveranno in queste pagine non raccontano solamente il processo “7 aprile”. Restituiscono anche il coraggio di essere ottimisti (e costa cara la coerenza!), la potenza di continuare a usare la propria intelligenza e le proprie capacità nonostante le estreme difficoltà.

Nelle pagine che seguono abbiamo inserito anche testi e foto. E non ci resta, allora, che augurare a tutt_ una buona lettura – e dire una volta in più “Viva Dalmaviva!”.